Mirko Di Maria

Il Consiglio dei Ministri, nella giornata di ieri, 21 aprile 2015, ha approvato in via preliminare lo schema di decreto legislativo in materia di fatturazione elettronica e di trasmissione telematica dei corrispettivi per i commercianti al minuto e i soggetti assimilati.
A decorrere dal 1° luglio 2017, i commercianti al minuto e gli altri soggetti che effettuano operazioni ex art. 22 del DPR 633/72 potranno optare per la memorizzazione elettronica e la trasmissione telematica giornaliera dei corrispettivi percepiti. La trasmissione telematica dei corrispettivi sarà, comunque, obbligatoria per i soggetti passivi che effettuano cessioni di beni tramite distributori automatici.

Per i soggetti che optano per la trasmissione telematica, la disciplina tratteggiata dal Governo contempla specifici esoneri:

  • non è richiesta la certificazione dei corrispettivi mediante scontrino o ricevuta fiscale (fermo restando l’obbligo di emissione della fattura su richiesta del cliente);
  • vengono meno gli obblighi di registrazione dei corrispettivi nel registro di cui all’art. 24 del DPR 633/72.

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La volontà del legislatore di non attendere il placet dell’UE e la troppa sintesi normativa impongono all’Agenzia delle Entrate un’altra circolare per “superare” i tanti problemi sorti in questa prima fase di repentino avvio.

Dopo aver pubblicato, con la circolare n. 1 del 9.02.2015, i primi chiarimenti sull’applicazione dello split payment, l’Agenzia delle Entrate torna ad occuparsene con un’altra corposa circolare, n. 15 del 13.04.2015, la quale spazia su tutti i fronti (ambito soggettivo ed oggettivo, adempimenti dei soggetti coinvolti, rimborsi, sanzioni, efficacia temporale) fornendo istruzioni operative sia agli operatori economici sia alle P.A., in alcuni casi per nulla scontate.

Riguardo all’ambito oggettivo, la circolare conferma che la scissione si applica a tutte le operazioni purché documentate da fattura. Aggiunge, però, che lo Split payment si applica anche ai corrispettivi documentati da bollette in forza dei regimi contabili speciali normati con decreti ministeriali in osservanza dell’art. 73 del D.P.R. 633/1972 (per esempio: erogazione di acqua, gas, energia elettrica). Sempre in tale ambito, la circolare, riconosce, questione tra le più sentite tra gli operatori, che lo splyt payment non opera, benché le operazioni siano documentate da fattura, quando i fornitori si avvalgono di regimi speciali di determinazione dell’imposta. Fra questi spiccano gli enti non commerciali che agiscono in regime ex L. 398/1991 (IVA a debito forfetizzata al 50%), tutti coloro che sono in regime c.d. “monofase” ex art. 74 e i soggetti che svolgono in regime speciale attività di intrattenimento. (altro…)

Con la riunione della Commissione degli Esperti di ieri, si è compiuta una piccola rivoluzione in tema di correttivi anticrisi agli studi di settore.
Sono infatti stati approvati i correttivi anticrisi per 204 studi di settore del 2014 e, rispetto alle abitudini degli operatori del settore negli anni passati, il nuovo GE.RI.CO. applicabile al periodo d’imposta 2014 porterà con sé rilevanti novità sul tema, il cui impatto in termini di risultato per i nostri clienti appare al momento difficile da valutare.
Si ricorda che, fin dal periodo d’imposta 2009, gli studi di settore sono stati oggetto di rettifiche “dell’ultimo minuto” per tenere in considerazione la situazione di crisi vissuta dai diversi settori dell’economia.
Tra i correttivi la parte del leone veniva giocata generalmente dal correttivo di settore, applicato a tutti i soggetti non congrui dello specifico settore in crisi.
I correttivi individuali, viceversa, applicabili solo laddove il correttivo di settore non cogliesse la peculiare situazione di crisi del singolo contribuente, scattavano in presenza di una contrazione dell’attività. Tale contrazione fu nel primo anno valutata attraverso il calo del fatturato rispetto al biennio precedente e successivamente attraverso il calo dei costi variabili rispetto al biennio precedente. (altro…)

Con la Circolare 14/E del 27.03.2015, l’Agenzia fornisce i primi chiarimenti sulle novità introdotte dalla Legge di Stabilità 2015 in merito all’estensione del reverse charge. I chiarimenti erano attesi con ansia da professionisti e imprese che sin dalla introduzione della nuova disposizione hanno dovuto fare i conti con numerose incertezze applicative.
Si tratta in particolare di stabilire con certezza il perimetro applicativo della norma e individuare le fattispecie per le quali il prestatore debba emettere fattura con l’indicazione inversione contabile.

Nella Circolare 14/E del 27.03.2015, l’Amministrazione Finanziaria ha chiarito quali sono le prestazioni da assoggettare a reverse charge. In una logica di semplificazione e allo scopo di evitare incertezze interpretative, si ritiene – afferma l’Agenzia – in conformità, peraltro, ai criteri adottati in sede di Relazione Tecnica, che debba farsi riferimento unicamente ai codici attività della Tabella ATECO 2007.
Tale criterio deve, quindi, essere assunto al fine di individuare le prestazioni di pulizia, demolizione, installazione di impianti e completamento relative ad edifici. (altro…)

La legge di Stabilità 2015 (L. 23.12.2014, n. 190 pubblicata in Gazzetta Ufficiale 29.12.2014, n. 300, comma 688) ha previsto un mini-condono per tutti quei contribuenti che devono pagare un debito esattoriale di importo pari o inferiore a 300 euro, per singola cartella di pagamento, a partire dall’anno 2000. La procedura per ottenere l’annullamento della cartella di pagamento è automatica, in quanto non è prevista la presentazione di istanze da parte dei contribuenti. In sostanza, se l’esattore non è riuscito a riscuotere il credito entro il termine prescrizionale di 3 anni dalla notifica potrà considerare a tutti gli effetti la cartella di pagamento estinta e inesigibile. Successivamente, la società di riscossione comunicherà agli enti creditori (Erario, INPS, Comuni, ecc.)?i debiti che non è riuscito a riscuotere, dando così agli enti in questione l’onere di cancellare dal bilancio gli importi ritenuti non più riscuotibili. (altro…)

Reverse charge, arriva la circolare

Ai fini dell’individuazione dei servizi di pulizia, demolizione, installazione di impianti e completamento di edifici da assoggettare a reverse charge sarà presumibilmente utilizzato un criterio fondato sul riferimento ai codici attività. A breve sarà comunque emanata un’apposita circolare esplicativa da parte delle Entrate. In questo senso si è espresso il sottosegretario onorevole Zanetti in occasione di una domanda posta in sede di question time, alla VI commissione Finanze. Altra risposta è giunta con riferimento alla fatturazione elettronica ed all’applicazione dello split payment.
A quasi tre mesi dall’introduzione del reverse charge per le prestazioni di servizi di pulizia, di demolizione, di installazione di impianti e di completamento relative ad edifici (articolo 17, comma 6, lettera a-ter, Dpr n. 633/72) viene reso noto che è imminente l’emanazione di una circolare esplicativa. (altro…)

Split payment: l’individuazione degli enti pubblici

  • By Mirko Di Maria
  • Categoria: Fiscale
  • 16 mar 2015
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Il novellato art. 17 – ter, co. 1, D.P.R. 633/1972, introdotto dalla Legge di Stabilità 2015, nel definire l’ambito soggettivo di applicazione dello split payment, fa riferimento alle cessioni di beni e le prestazioni di servizi effettuate nei confronti di determinati enti pubblici.
Si tratta in particolare “dello Stato, degli organi dello Stato ancorché dotati di personalità giuridica, degli enti pubblici territoriali e dei consorzi tra essi costituiti ai sensi dell’articolo 31 del testo unico di cui al decreto legislativo 18 agosto 2000, n. 267, e successive modificazioni, delle camere di commercio, industria, artigianato e agricoltura, degli istituti universitari, delle aziende sanitarie locali, degli enti ospedalieri, degli enti pubblici di ricovero e cura aventi prevalente carattere scientifico, degli enti pubblici di assistenza e beneficenza e di quelli di previdenza”. (altro…)

Qualcosa si è mosso. Primi passi verso le polizze sulle nuove responsabilità di Caf e professionisti abilitati per l’invio del 730. Sarà l’Authority di settore, l’Ivass, a definire nei prossimi giorni il perimetro entro il quale potrà essere garantita la copertura assicurativa. È quanto emerso nel vertice di ieri mattina tra l’amministrazione finanziaria e tutti gli attori interessati dai rappresentanti dell’Ivass e dell’Ania a quelli dei Caf e dei professionisti. E la direttrice Entrate, Rossella Orlandi ha chiarito senza mezzi termini che la definizione del perimetro entro cui possono operare le polizze assicurative non rientra nella competenza delle Entrate. (altro…)

L’ambito soggettivo di applicazione dell’obbligo di fatturazione elettronica verso la Pubblica Amministrazione si estende a tutte le Amministrazioni dello Stato e non solo a quelle inserite nel Conto economico consolidato pubblicato annualmente dall’ISTAT. È quanto chiarito ieri, a pochi giorni dalla definitiva entrata in vigore della fatturazione elettronica nei confronti della P.A., dal Dipartimento delle Finanze del Ministero delle Economia e delle finanze di concerto con il Dipartimento della Funzione Pubblica della Presidenza del Consiglio dei Ministri, con la circolare interpretativa n. 1.
In merito, pare opportuno ricordare che l’obbligo di emissione di fatture elettroniche nei confronti della Pubblica Amministrazione (fatturaPA) è stato introdotto dall’art. 1, commi da 209 a 214, della L. 244/2007 (finanziaria 2008). In particolare il comma 209 prevede, “al fine di semplificare il procedimento di fatturazione e registrazione delle operazioni imponibili”, che l’emissione, la trasmissione, la conservazione e l’archiviazione delle fatture emesse nei rapporti con le Amministrazioni pubbliche “deve essere effettuata esclusivamente in forma elettronica” attraverso il Sistema di Interscambio (SDI) istituito dal Ministero dell’Economia e delle finanze. (altro…)

La tassa di concessione governativa è dovuta annualmente in misura forfetaria; infatti, viene normalmente definita come “tassa forfetaria annuale”. Tale tassa è considerata tassa “di anno”, a differenza di quanto avviene per le imprese individuali e dalle imprese collettive diverse dalle società di capitali, per le quali è dovuta una tassa di libro. La tassa di concessione governativa è dovuta a prescindere dal numero di registri tenuti e dalle relative pagine, per la bollatura e la numerazione dei medesimi registri, da tutte le società di capitali, anche se in liquidazione, comprese
quelle consortili.

La norma generale circa l’applicazione della tassa di concessione governativa per la bollatura e numerazione di libri e registri è ricavabile dalla nota 1 all’art. 23 della tariffa vigente, nella quale si stabilisce che tale tassa “è dovuta per i libri di cui all’art. 2215 del codice civile e per tutti gli altri libri e registri che per obbligo di legge o volontariamente (art. 2218 c.c.) sono fatti bollare nei modi ivi indicati, tranne quelli la cui tenuta è prescritta soltanto da leggi tributarie”. (altro…)