Mirko Di Maria

Il 28.11.2014 è stato pubblicato in G.U. il D.Lgs n. 175 del 21.11.2014 (decreto Semplificazioni fiscali) ed entrerà in vigore, come previsto dall’art. 67 Cost, 15 giorni dopo la sua pubblicazione, quindi dal prossimo 13 dicembre. Per quanto riguarda la modifica delle disposizioni in merito alle comunicazioni black-list (art.21 del decreto) nel passaggio da schema di decreto legislativo a decreto legislativo pubblicato in Gazzetta è stata aggiunta una frase: il limite quantitativo che fa scattare l’obbligo della comunicazione non è più di € 500,00, ma vanno comunicate tutte le operazioni il cui importo complessivo annuale è superiore a 10.000 euro. Nello schema, invece, la previsione era un semplice scambio numerico da “500,00” a “10.000,00”, quindi la frase risultava “di importo superiore a € 10.000,00″. Questa precisazione letteralmente si potrebbe supporre indichi la volontà del legislatore di far scattare l’obbligo della comunicazione quando il cumulo complessivo di tutte le transazioni (anche verso più soggetti) sia maggiore a 10.000,00; tuttavia, tale interpretazione andrebbe contro l’ottica di semplificazione, filo conduttore e motivo della delega da cui è nato il decreto. Quindi, parrebbe ragionevole supporre che il limite di 10.000,00 sia riferito a operazioni intercorse col medesimo soggetto e, a sostegno di tale ipotesi, si pone anche la circolare Assonime 11/2012 che riporta la suddetta interpretazione riferendosi ovviamente al vecchio limite dei 500,00 euro. Inoltre, è stata modificata anche la cadenza della comunicazione, che passa da mensile/trimestrale ad annuale. (altro…)

La novità dell’ultim’ora, in merito alla modifica della tassazione IMU per i terreni montani, che comporta la perdita dell’esenzione in quasi 2.000 Comuni, è che per il versamento dell’Imu 2014, ci sarà tempo fino al 26.01.2015. La nuova data da tener presente, quindi, per i possessori di terreni soggetti al tributo, sarà probabilmente il 26 gennaio 2015 e si applicheranno le regole del D.M. del 28.11.2014, reso noto con comunicato del 01.12.2014, dal Ministero dell’Economia e delle Finanze. Il decreto suddivide i comuni in tre fasce, in base all’altitudine:

  • quelli con altitudine superiore ai 600 metri s.l.m.: i terreni agricoli posseduti dai contribuenti e ricadenti in tali comuni rimarranno esenti da IMU anche nel 2014, dunque nessun versamento è dovuto il 26.01.2015;
  • quelli con altitudine compresa fra 281 e 600 metri, i terreni agricoli, posseduti dai contribuenti che hanno la qualifica di CD e IAP iscritti alla previdenza agricola, ricadenti in tali comuni rimarranno esenti da IMU nel 2014; coloro che non posseggono tale qualifica, dovranno versare l’intera imposta (acconto e saldo in un’unica soluzione) entro il 26.01.2015;
  • quelli con altitudine fino a 281 m s.l.m.: i terreni agricoli posseduti dai contribuenti e ricadenti in tali comuni rimarranno soggetti a IMU nel 2014, come previsto fino a oggi.

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Nessun rinvio della scadenza del 31 marzo 2015 per l’estensione a tutta la Pa dell’obbligo di fatturazione elettronica da parte dei fornitori, obbligo per ora limitato a ministeri, agenzie fiscali ed enti nazionali di previdenza e assistenza sociale.
Lo ha chiesto con forza ieri notte Rossella Orlandi, direttore dell’agenzia delle Entrate, durante l’audizione effettuata dalla commissione parlamentare di vigilanza sull’anagrafe tributaria nell’ambito dell’indagine conoscitiva sulla prospettiva di una razionalizzazione delle banche dati pubbliche in materia economica e finanziaria. Banche dati a cui contribuiranno anche gli elementi gestiti attraverso la fatturazione elettronica. Dati che, ha ribadito Rossella Orlandi, stanno diventando sempre più precisi; in totale, dal 6 giugno al 30 novembre, il sistema di interscambio – chiamato a gestire l’operazione – ha ricevuto 1.482.283 file di cui oltre 294mila (19,8%) sono stati scartati per errori formali. Un elemento questo che aveva indotto il presidente del Consiglio nazionale dei dottori commercialisti ed esperti contabili, Gerardo Longobardi, a chiedere un rinvio dell’estensione a tutte le amministrazioni pubbliche se questa percentuale di errore fosse rimasta così elevata. Rossella Orlandi ha precisato che, in realtà, i file scartati per errori che indicano una difficoltà nell’utilizzo dei supporti (ad esempio formato e regole di colloquio) è pari a 97.789 file, vale a dire poco più del 6% dei file ricevuti. (altro…)

Imu dei terreni, arriva il rinvio

L’Imu dei terreni ex montani si avvia verso una proroga a giugno e il Governo punta a sfruttare questo tempo per individuare criteri un po’ più solidi con cui distinguere chi dovrà pagare da chi invece manterrà l’esenzione. Lo strumento tecnico per far slittare la scadenza, decreto legge da far confluire nella manovra o emendamento alla stessa legge di stabilità, sarà scelto a breve, ma la decisione politica è stata presa e sarà confermata stamattina dal sottosegretario all’Economia Pier Paolo Baretta in risposta al question time al Senato. Nulla cambia, invece, per i terreni che già pagavano l’Imu con le vecchie regole.
La rivolta corale contro il decreto retroattivo spuntato in questi giorni, che ha coinvolto associazioni dell’agricoltura, professionisti e amministratori locali sta dunque per ottenere un primo risultato. Il rinvio sarà accompagnato da una forma di “accertamento convenzionale” dell’entrata, perché i 350 milioni che i proprietari non più esenti avrebbero dovuto pagare sono già stati spesi nel mosaico delle coperture al bonus da 80 euro e a dicembre i conti dei Comuni non possono più essere corretti.
A spingere definitivamente il Governo verso la proroga sono stati anche i pesanti smottamenti politici che l’apparizione del decreto aveva prodotto nella stessa maggioranza. Ieri 100 deputati del Pd hanno firmato la lettera promossa dai loro colleghi Enrico Borghi, Massimo Fiorio e Walter Verini per chiedere a Renzi e Padoan di spostare la scadenza. E anche nell’Ncd c’era aria di battaglia, come annunciato per esempio da Nunzia De Girolamo, ministro delle Politiche agricole nel Governo Letta e oggi presidente dei deputati alfaniani. (altro…)

Ridisegnati i confini dell’esenzione Imu per i terreni agricoli. Con il decreto interministeriale del 28 novembre, in vetrina sul sito del dipartimento delle Finanze prima di essere pubblicato ufficialmente in Gazzetta, mantengono l’agevolazione solo quelli appartenenti a Comuni situati a un’altitudine pari o superiore a 601 metri. Più in basso, l’esenzione dipende dal titolare.

Il provvedimento, ispirato dalle ultime indicazioni sull’imposta municipale unica fornite dall’articolo 22, comma 2, del Dl 66/2014 – che ha rinnovato l’articolo 4, comma 5-bis, del Dl 16/2012 – da un lato, fa discendere l’esonero dalla “quota”, dall’altro salvaguarda i terreni agricoli posseduti, o anche tenuti in comodato oppure in affitto, da coltivatori diretti e imprenditori agricoli professionali, iscritti nella previdenza agricola. Questi ultimi “appezzamenti” godono dell’esenzione, pure se ricadenti nel territorio di Comuni ubicati a un’altitudine compresa fra 281 e 600 metri.

Niente Imu, infine, per “i terreni a immutabile destinazione agro-silvo-pastorale a proprietà collettiva indivisibile e inusucapibile”, a prescindere dal fatto che ricadano o meno in zone montane o collinari. (altro…)

L’art. 21 del D.Lgs. “Semplificazioni fiscali”, in corso di pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale, prevede la modifica dell’art. 1, c. 1, D.L. 40/2010, nel senso di stabilire che l’obbligo di comunicazione delle operazioni intercorse con soggetti domiciliati in Paesi “black list” (D.M. 5.4.1999 e D.M. 21.11.2001), effettuate e ricevute, registrate o soggette a registrazione, deve essere assolta annualmente, e l’esonero ricorre per le operazioni che non eccedono, come importo complessivo annuo, la soglia di euro 10.000 (anziché euro 500). La periodicità annuale andrà, pertanto, a sostituire quelle attuali: trimestrale o mensile, a seconda dell’ammontare delle operazioni (cessioni e acquisti di beni, servizi prestati e ricevuti) – rispetto al limite di euro 50.000 – effettuate nei 4 trimestri precedenti. Tali novità normative si applicano alle operazioni poste in essere nell’anno solare in corso alla data di entrata in vigore del D.Lgs. “Semplificazioni”, ponendo, peraltro, alcuni evidenti dubbi di natura operativa: in primo luogo, proprio con riguardo al primo periodo d’imposta di riferimento, si consideri che il contribuente dovrà comunicare tutte le operazioni effettuate con operatori domiciliati in Stati a fiscalità privilegiata – ad eccezione di quelle rientranti nel predetto limite di euro 10.000 su base annua – nell’anno 2014, nonostante la maggior parte di tali cessioni/acquisti di beni o prestazioni di servizi abbiano già formato oggetto delle comunicazioni di periodo (mensili o trimestrali sinora in vigore). (altro…)

L’Inps rilancia la «busta arancione»

L’Inps sta sperimentando la “busta arancione” cioè il sistema di calcolo che consentirà ai lavoratori di ottenere una proiezione della loro pensione futura. Che non sarà inviata per posta, ma potrà essere ottenuta direttamente online. L’obiettivo è far partire il sistema l’anno prossimo, dopo 19 anni di annunci e attese.
Alcuni dettagli di questa fase di pre-lancio sono stati forniti ieri dal direttore regionale Inps dell’Emilia Romagna, Giuliano Quattrone in occasione del convegno «Previdenza in tour» organizzato dalla Cassa nazionale di previdenza dei commercialisti a Bologna. La sperimentazione di «Simula», questo il nome del progetto per il calcolo della pensione futura, coinvolge circa 10mila lavoratori che hanno già utilizzato il Pin personale per accedere ai servizi online disponibili sul sito dell’istituto di previdenza. Si tratta di individui con contributi versati interamente all’istituto di previdenza (non spezzettati quindi anche in altri enti), con una situazione definita e vicini alla pensione (come aveva già affermato il mese scorso il commissario dell’istituto di previdenza, Tiziano Treu).
Partendo dall’estratto conto previdenziale, visibile a tutti sul sito dell’Inps, la nuova applicazione fa un passo in più, elaborando una proiezione dei contributi che ancora mancano alla pensione e calcolando l’importo dell’assegno. Per gli anni a venire il sistema utilizza come scenario di riferimento quello “standard” adottato dalla Ragioneria generale dello Stato per effettuare ogni anno le previsioni a medio-lungo termine, ma dà la possibilità di intervenire su alcuni parametri, quali, per esempio, l’andamento della retribuzione. (altro…)

Negli ultimi anni il legislatore è intervenuto con una serie di modifiche riguardanti la normativa delle società di comodo. Le ultime modifiche sembrano tenere conto della crisi economica: il decreto sulle semplificazioni fiscali, infatti, sembra aver allentato la “stretta”.
L’intervento riguarda le società in perdita sistematica che, prima dell’approvazione del predetto decreto si consideravano non operative se presentavano per tre periodi di imposta consecutivi una dichiarazione con l’indicazione di una perdita fiscale, ovvero due dichiarazioni con perdita fiscale ed una con reddito fiscale inferiore a quello minimo. In tale ipotesi la società si considerava non operativa con decorrenza dal quarto anno (il primo esercizio successivo al triennio considerato).
Il risultato dell’esercizio da prendere in considerazione non è quello civilistico, ma è necessario tenere conto delle variazioni fiscali (in aumento ed in diminuzione). Pertanto assume rilievo solo la perdita o l’utile fiscale su cui calcolare le imposte.
Il decreto legislativo recante semplificazioni fiscali ha esteso il periodo di osservazione da tre a cinque anni. Non si tratta, in verità, di una semplificazione, ma di una disposizione che ha tenuto presumibilmente in debita considerazione la crisi economica degli ultimi anni. Inoltre, se in uno dei cinque periodi di imposta all’interno del quinquennio la società evidenzia un utile fiscale, i precedenti risultati negativi si azzerano completamente e inizia a decorrere un nuovo quinquennio. Ad esempio se la società dichiara una perdita nel 2013, una perdita nel 2014 ed un utile nel 2015, i cinque anni di osservazione partono nuovamente dal 2016 fino al 2020.
In pratica con l’estensione di tale periodo la società può più probabilmente chiudere un periodo di imposta con un utile fiscale e quindi più difficilmente essere considerata non operativa. (altro…)

In questi giorni sta suscitando una certa preoccupazione tra imprese e professionisti una disposizione inserita in sede di conversione nella L. 164/2014 del DL 133/2014 (c.d. “Sblocca Italia”) relativa alla tracciabilità dei flussi finanziari nel settore del trasporto ed operativa dallo scorso 12 novembre.
Nello specifico, ai sensi dell’art. 32-bis comma 4 del citato provvedimento, al fine di assicurare la tracciabilità dei flussi finanziari finalizzata alla prevenzione delle infiltrazioni criminali e del riciclaggio del denaro derivante da traffici illegali, tutti i “soggetti della filiera dei trasporti” provvedono al pagamento del corrispettivo per le prestazioni rese in adempimento di un contratto di trasporto di merci su strada, di cui al DLgs. 286/2005, utilizzando strumenti elettronici di pagamento, ovvero il canale bancario attraverso assegni, bonifici bancari o postali, e comunque ogni altro strumento idoneo a garantire la piena tracciabilità delle operazioni, indipendentemente dall’ammontare dell’importo dovuto.
Per le violazioni di tali prescrizioni si applicano le disposizioni dell’art. 51 comma 1 del DLgs. 231/2007, ai sensi del quale, i destinatari del DLgs. “antiriciclaggio”, inclusi gli iscritti a un ODCEC, che, nell’esercizio della propria attività professionale, hanno notizia di infrazioni alle disposizioni, tra le altre, in tema di limiti all’utilizzo del denaro contante, ne riferiscono entro trenta giorni alle competenti Ragionerie territoriali dello Stato per la contestazione e gli altri adempimenti previsti dall’art. 14 della L. 689/1981.
La nuova previsione normativa desta non poche perplessità. (altro…)

In sede di approvazione in Parlamento del disegno di legge di stabilità 2015 arrivano le prime modifiche alla bozza del nuovo regime forfettario: il limite dei ricavi previsti per i professionisti da 15.000 aumenterà a 20.000.

Come noto, il disegno di legge di stabilità 2015 contiene una profonda riforma dei regimi fiscali agevolati. Secondo la bozza del testo legislativo approvata dal governo, dal 1° gennaio 2015 verranno abrogati l’attuale “Regime dei minimi” e il regime delle “nuove iniziative produttive” per essere sostituiti da un nuovo regime semplificato.

Tra gli oltre 3.600 emendamenti presentati alla Legge di Stabilità ve n’è uno a firma Enrico Zanetti (Sottosegretario all’Economia) che richiede delle modifiche al testo originale proprio per quanto riguarda le nuove disposizioni in termini di partite Iva e regime agevolato, emendamento che come tutti gli altri sarà sottoposto al vaglio delle due Camere.

“Incrementare le soglie dei ricavi o compensi previste nell’allegato 4” è quanto richiesto dall’emendamento. Lo scopo è “ampliare i soggetti beneficiari”. L’obiettivo del sottosegretario è dettato dal fatto che “ricevo sempre più domande di freelance, giovani professionisti e piccoli lavoratori autonomi della conoscenza ansiosi di sapere se hanno concrete possibilità di passare gli emendamenti di Scelta Civica al regime dei minimi, per correggere il mix del nuovo tetto massimo di fatturato e 15% di imposta sostitutiva che li estromette di fatto dai soggetti agevolati”. (altro…)